Nella
produzione letteraria di Drazan Gunjaca, la forma drammatica e
apparsa quasi per caso, come esercizio di stile dell'autore, il
"raffinamento" della scrittura personale che doveva
servire a migliorare stilisticamente la sua prosa. Ha iniziato
ben presto a vivere una propria vita, indipendente dal mondo dei
romanzi di Gunjaca, dato che si e mostrata estremamente adatta
alla sua espressione che tende verso il laconico.
Dopo la Roulette balcanica per la quale l'autore ha ricevuto la
targa del Parlamento Europeo e altri due prestigiosi premi (Premio
Carver ed Il viaggio infinito), e l'ancora non pubblicato Acquerello
balcanico che e entrato in concorrenza nel concorso Onassis per
le opere teatrali, Il lato in ombra della ragione e il terzo dramma
di Gunjaca che continua la trama del pensiero e spirituale sulla
quale l'autore ha costruito gli altri due atti unici.
Mentre nei primi due drammi il problema principale, sulle tracce
della tragedia classica, viene costruito sull'opposto trascendentale
del bene e del male e sull'esistenziale conflitto tra la vita
e la morte nel loro intrecciarsi, e da a Gunjaca la possibilita
di interrogarsi sull'assurdo come direttiva principale della vita
umana, nel nuovo dramma lui si sviluppa nella direzione del rapporto
kafkiano dell'individuo con la forza maggiore, sia essa il governo
o il destino.
L'atmosfera di base del dramma e comica, e si tratterebbe infatti
di una commedia se in gioco non ci fossero le vite umane. Questa
capacita che Gunjaca ha di dare un senso all'assurdo, proprio
ricercando elementi comici nei destini umani altrimenti tragici
dei suoi eroi, da ai suoi drammi una dimensione "esistenziale"
di una percezione del mondo distaccata e spostata. I suoi personaggi
sono sempre perdenti felici, perdenti che trovano il senso nella
sconfitta. Cosi pure i protagonisti di questo dramma, nonostante
le circostanze ed il loro cambiamento, sono sempre condannati
alla prigionia, non perche essa dipenda dalle circostanze ma perche
e parte delle fondamenta della vita umana. E se e gia cosi, come
se Gunjaca ci volesse dire, non vale la pena prenderla in modo
troppo tragico. Ma naturalmente, qui si tratta di una classica
svolta copernicana, di un cambiamento del punto di vista che sottintende
una diversa interpretazione della realta, una tale interpretazione
che nel dramma la realta viene, attraverso un iper realismo, portata
fino al surrealismo.
L'atmosfera comica e in diretto conflitto con la sensazione di
claustrofobia che si vive durante la lettura del dramma. Un'ossesiva
sensazione di mancanza di spazio, soffocamento e colpa che non
e razionale; viene da dentro e ci scuote al pensiero che tutti
noi, anche se in minore intensita, giornalmente viviamo e sopravviviamo
a situazioni simili a quella in cui si sono trovati i protagonisti
di Gunjaca.
Gunjaca e indiscutibilmente un dramaturgo eccezionale. Ma e un
comediografo oppure un tragico?
Mr.sc.Srdja Orbanic