CREPUSCOLO
DELLA RAGIONE
LUOGO DI AZIONE
Presidio
militare di frontiera tra la Croazia e la Bosnia ed Erzegovina
nell’estate 1993. All’interno del presidio si trova una prigione
provvisoria in cui e richiuso Ante. In effetti, si tratta di
una stanza di dimensioni ridotte, senza finestre, con una grande
porta antica massiccia e con un pavimento in legno mal messo.
Sul soffitto spicca una trave di legno, solita nelle vecchie
case locali, che porta il tetto. Non ci sono mobili. La stanza
e probabilmente una volta servita da magazzino. Sul pavimento
sono sparsi alcuni cartoni e nell’angolo della stanza un vecchio
sacco a pelo. Non vi e altro.
PERSONAGGI
ANTE,
croato, professore di storia, cinquantenne, prigioniero.
PRIGIONIERO (HUSEIN), mussulmano, recluta dell’esercito bosniaco,
giurista, trentenne, prigioniero.
MAGGIORE, ufficiale dell’esercito croato.
CARCERIERE, soldato croato.
I SOLDATO CROATO
II SOLDATO CROATO
CAPITANO SERBO, poi CAPITANO MITAR
SERGENTE, membro dell’esercito serbo
I SOLDATO SERBO
II SOLDATO SERBO
PERO, soldato serbo
STEVO, soldato serbo
I SOLDATO BOSNIACO,
II SOLDATO BOSNIACO, poi IBRO
III SOLDATO BOSNIACO poi MEHO
IV SOLDATO BOSNIACO, poi SAMIR
ATTO
I
(Ante
nella divisa da combattimento, con le insegne dell'esercito
serbo, nella stanzetta che serve da prigione, appoggiato al
muro dirimpetto alla porta. Sulla soglia appaiono il maggiore
e il carceriere in divisa da combattimento con le insegne dell'esercito
croato e portano un nuovo prigioniero, nella divisa da combattimento
dell'esercito bosniaco. Dopo entrati, il carceriere slega le
mani al nuovo prigioniero).
ANTE:
Entrate, ragazzi, entrate. Siete in ritardo. L'ora e gia iniziata.
Entrate e prendete i vostri posti nei banchi. Allora, oggi parleremo
della patria dei nostri padri che una volta si chiamava Jugoslavia...
CARCERIERE:
Puoi fingerti pazzo quanto vuoi, che comunque finirai sempre
allo stesso modo.
MAGGIORE:
Professore, ti portiamo un nuovo coinquilino, cosi non sarai
piu solo.
ANTE:
Che il nuovo alunno prenda il posto libero. Allora, continuiamo.
In quello strano paese pieno di favole e di illusioni, che si
trovava nei montuosi Balcani, vostri padri pensavano che finalmente
avevano trovato la formula magica della convivenza...
CARCERIERE:
Caro il mio prof, tu non te la caverai nonostante tutta la tua
finta pazzia.
PRIGIONIERO:
Che cos'ha quello?
CARCERIERE:
Chi lo sa? Afferma di essere professore di storia e di essere
croato come noi, ma lo abbiamo preso in divisa serba e con i
loro documenti. E ora finge di essere pazzo per non essere fucilato.
PRIGIONIERO:
E allora, e professore? E' serbo o croato?
MAGGIORE:
Vedremo. Forse e sia l'uno che l'altro, ma forse non lo e? Chi
lo sa?
CARCERIERE:
E a chi in fin dei conti importa?
CARCERIERE:
Ma non vorrete uccidere uno dei vostri?
MAGGIORE:
No.
PRIGIONIERO:
Pero lui lo farete fuori?
CARCERIERE:
Se Dio vuole.
ANTE:
Prego, silenzio in aula. Mi interrompete in continuazione. Quindi
la convivenza e la Jugoslavia. La formula era buona, pero aveva
insito in sé un errore, un virus, che e diventato attivo dopo
la morte dell'inventore della formula, il maresciallo Josip
Broz Tito. E tutti i suoi numerosi allievi, tutti bravi, non
sono riusciti a correggere la formula, ossia l'errore insito
in essa. E cosi, ragazzi miei, il segreto della convivenza,
il segreto della convivenza e finito sottoterra con il maresciallo
Tito. Molti hanno cercato disperatamente di continuare la sua
opera, ma invano. Quanto piu loro si sforzavano e cambiavano
la formula, tanto peggio si sviluppavano le cose. Sebbene alcuni
usassero la sua ricetta, il loro approccio si e dimostrato sbagliato.
Non erano capaci di capirne tutte le sfumature. Ed ora...
CARCERIERE:
Va a farti fottere, tu e tuo Tito. Ogni giorno sempre la stessa
cosa. Cambia il disco per una volta.
ANTE:
... qui si pongono alcune questioni di fondo. (Si gira verso
il muro e vi "scrive" col dito come fanno i professori
nella scuola alla lavagna.) La prima questione e la seguente:
Tito era consapevole dell'errore? Seconda: se lo era, poteva
correggerlo? Terza: se poteva correggerlo, perché non l'ha fatto?
E infine la quarta questione: si tratta forse semplicemente
del destino di queste aree geografiche, dove nessun paese e
riuscito a durare piu della durata media della vita dell'uomo.
CARCERIERE:
Ti rispondo io, professore. Primo: Tito se ne strafotteva dei
tuoi errori insiti nella formula. Secondo: Tito era il piu grande
venditore di fumo nella storia dei Balcani. Ha fregato tutto
cio e tutti coloro che poteva fregare, e nella misura maggiore
ha fregato noi croati. Terzo: questa Croazia che noi ora stiamo
creando sara eterna.
ANTE:
Ah, figliolo, tu non capisci niente. Primo, quella formula era
il capolavoro di Tito e ad ognuno il suo capolavoro e la cosa
piu importante della vita. Secondo, naturalmente che era il
piu grande venditore di fumo, come lo hai definito, perché la
politica e l'arte dell'impossibile. E questa fumosita e nella
politica, a differenza di altre attivita umane, spesso positiva.
Nella misura in cui e possibile parlare di politica in un contesto
positivo. Chiaro che cio e paradossale ma, purtroppo, e anche
vero. E terzo, nulla in questo mondo e eterno. Nulla. Né stati,
né poteri, né potenti... Nulla. Tutto e un mero frammento della
storia, che segue le sue strade, che sono conosciute da molto
tempo, ed in essa gli uomini sono soltanto beni di consumo e
hanno la funzione di scriverla. E di regola spesso neanche cio
sono in grado di farlo come si deve. Se fossero almeno cronisti
oggettivi, forse non ci succederebbe....
CARCERIERE:
E Bleiburg nel 1945? Cosa ce ne facciamo con quelle alcune centinaia
di migliaia dei civili croati che Tito e i partigiani hanno
trucidato anche se non avevano colpa alcuna.
ANTE:
Un crimine orrendo, come tutti i crimini. In nessun crimine
non c'e nulla di buono e tutti vanno condannati, a prescindere
da chi li ha commessi. Pero, figliolo, primo, Tito neanche sapeva
cosa stava succedendo. Quando lo e venuto a sapere, era stravolto
e cio lo ha tormentato per tutta la vita. Non poteva mettersi
il cuore in pace. Non era addolorato per tutti quei morti, specialmente
non per quelli in divisa nera, ma per molti altri sentiva un
profondo rammarico. Percio ha creato tutte le condizioni per
fondare uno stato indipendente e sovrano. Va bene, non solo
per la Croazia, bensi anche per altri paesi, solo che ad alcuni
non vanno bene i confini definiti. Pero, che si puo fare, nessuno
e ideale. Secondo, cosa ben piu importante, le illusioni storiche
nei Balcani non vanno prese in considerazione perché se venissero
prese in considerazione, qui la storia non esisterebbe. Sebbene,
se ci penso un po', non e mica sicuro che esista anche cosi,
visto che...
CARCERIERE:
Tito era addolorato per i croati morti ammazzati?! Be', questo
e da diventare matti. Lui manco era croato.
PRIGIONIERO:
E cosa allora?!
CARCERIERE:
Che ne so. Dicono che fu una spia russa arrivata durante la
seconda guerra mondiale, perché il vero Tito in precedenza era
morto da qualche parte in Russia.
ANTE:
Figliolo, lui di sicuro fu croato, perché cio che ha fatto solo
un croato puo farlo.
CARCERIERE:
Questa non l'ho capita.
ANTE:
Ecco, per questa ragione esistono le ore di storia. Quindi,
continuiamo...
MAGGIORE:
Ne ho le palle piene di entrambi. (Si rivolge al carceriere.)
Non capisco come hai voglia di discutere con lui ogni giorno
di Tito e della Jugoslavia? Basta! Noi ce ne andiamo e tu, caro
Haso, accomodati qui con il professore e con Tito. Dopo verremo
a parlare un po' con te. Andiamo!
CARCERIERE:
Sono stufo di lui e di Tito...
MAGGIORE (ridendo):
Andiamo.
(Il
maggiore e il carceriere se ne vanno e nella stanza rimangono
Ante e il nuovo prigioniero. Per un po' si guardano in silenzio.)
PRIGIONIERO:
La prego, me mi lasci stare con Tito e la Jugoslavia, io ne
ho abbastanza di tutto.
ANTE:
MA neanche la meta di quanto ne abbia abbastanza io.
PRIGIONIERO:
Prego??!!
ANTE (si siede sul pavimento, sospira stanco e si appoggia alla
parete):
Eh, amico mio, io sono qui gia una quindicina di giorni. E soltanto
gli ultimi cinque ho cominciato con Tito e con le lezioni. Da
quando mi hanno portato davanti al plotone di esecuzione.
PRIGIONIERO (gli siede accanto):
Plotone di esecuzione?!
ANTE:
Cosi si dice. Nel loro caso cio significa che arrivano in due
o tre in questo buco e semplicemente ti sparano. Questi non
hanno tempo per giudizi, quand'anche fossero pura formalita,
per verbali, per portarti davanti al plotone di esecuzione.
Per i loro bisogni va bene anche questa parete a cui sono appoggiato.
Non hanno grandi pretese in merito. Ecco, non sai mai quando
e dove incontrerai tali manifestazioni di umilta.
PRIGIONIERO:
E se di nuovo decidono di fucilarla, che fara?
ANTE:
Niente. Tentero qualcos'altro e sperero nel miracolo.
PRIGIONIERO:
Crede nei miracoli?
ANTE:
Naturalmente. Questo e un paese dei miracoli. Di vario tipo.
Non lo ha ancora capito? Se non lo ha capito, lo capira ben
presto. Anche se tutti i miracoli che qui succedono di regola
hanno pessime conseguenze per coloro che sono coinvolti in essi.
D'altro canto, forse a volte succede qualche piccolo, magnanimo
miracolo, come e successo a me con Tito, che ti prolunga la
vita di qualche giorno. Ecco, per adesso confido solo nei miracoli
del genere.
PRIGIONIERO:
Be, come le e venuto in mente Tito? Perché proprio lui?
ANTE:
Ho avuto una visione.
PRIGIONIERO:
Prego?!
ANTE:
Ho avuto una visione. Lei sa che nella religione cristiana esistono
le visioni...
PRIGIONIERO:
Si, si, lo so. Anche mia moglie e cattolica, croata. Pero, come
mai proprio Tito? Non sara mica diventato santo?
ANTE:
Se lui e stato promosso a santo, allora i cieli hanno subito
grandi sconvolgimenti. Comunque, proprio quando hanno deciso
di farmi fuori, lui mi e apparso, nella sua divisa da maresciallo,
stava qui di fronte a me, e io mi sono messo subito a parlare
di lui. Cosi, d'improvviso. Loro bloccati, incerti, mi guardano,
si guardano, nulla gli era chiaro. Che vuoi, pur sempre tutti
noi siamo cresciuti e abbiamo vissuto nel periodo quando lui
era dio in terra, per cui e ancora presente nel nostro subconscio.
E cosi mi hanno lasciato per un altro giorno, quando Tito non
ci sara.
PRIGIONIERO:
E lei ora non si separa da lui? Voglio dire, dal maresciallo.
ANTE:
E che altro mi rimane da fare? Finché tiene acqua, va bene.
D'altronde, lei sapra che la cosa piu difficile e uccidere chi
e impazzito. La gente semplicemente evita i pazzi, sia in pace
che in guerra. Non sanno come trattare la loro "pazzia".
PRIGIONIERO:
Se questa e la condizione per non uccidere, voglio dire la pazzia,
allora questa guerra finira in men che non si dica.
ANTE:
Ah, sbagliato. Ci sono varie forme di pazzia. Lei pensa a quella
pazzia che ora ha invaso una buona parte dei bipedi locali,
che non ne sono coscienti, ma che la vivono con orgoglio e se
ne vantano. La trasformano in un valore nazionale che non puo
venir messo in questione. Io penso alla semplice pazzia umana,
a quella che il senso comune definisce come "essere fuori
di testa", quella pazzia di cui si e coscienti almeno inizialmente,
quando comincia a tartassare e quando fa male a piu non posso.
PRIGIONIERO:
Va bene, non e pazzo, ma allora e fuori di testa o no?
ANTE:
Be, la questione e sottile in queste condizioni. Il pazzo non
puo giudicare la propria pazzia, anche se di recente questo
e diventato un fenomeno normale in queste terre. Per un giudizio
del genere sarebbe necessario un giudice competente estraneo,
solo che noi non disponiamo di persone del genere, nevvero?
PRIGIONIERO:
Oh, si, questo e quasi vero. Infatti, quali sono i parametri
della pazzia durante la guerra? Durante la pace si sa quando
una persona e matura per venire rinchiusa in manicomio, ma nella
guerra cio e molto piu difficile. Come si puo sapere se si e
fuori di testa o no quando una buona parte di casi psichiatrici
piu gravi attualmente sta delineando gli eventi che siamo costretti
a vivere. Almeno se ci atteniamo alle condizioni del tempo di
pace. Se lei e fuori di testa, dove allora si trovano loro sulla
scala della pazzia? Ma lasciamo stare. Io sono Husein, anche
se tutti mi chiamano Huso. Di professione sono giureconsulto.
Musulmano, bosniaco, come si suol dire.
ANTE:
Io sono Ante, ed e cosi che mi chiamano. Di professione sono
professore di storia. Sono in pensione che nessuno mi riconosce
e nessuno me la sborsa. Sara che ora hanno ben altro da fare.
Ah, si, sono croato. Almeno lo sono stato finora, anche se adesso
questi non mi riconoscono come tale. Recepiscono soltanto cio
che permette loro di mettermi al muro.
(Si
stringono la mano)
HUSEIN:
Tuttavia, e professore?
ANTE:
Ah, non puoi "uscire di testa" in un campo che non
conosci. Ti beccano subito, anche se a prima vista ti sembra
che le conoscenze accumulate non permettono alla maggior parte
di loro di riconoscere neanche le piu elementari... (In quel
momento si sente lo stridore della porta che si apre) Attento,
stanno tornando. (La porta si apre e alla soglia si affaccia
il carceriere) Allora, alunno, ripetiamo un altra volta. Con
il disfacimento della prima Jugoslavia, quella nata dopo la
prima guerra mondiale, che e crollata per non aver saputo dare
una soluzione alla questione nazionale e non per l'occupazione
nazifascista, come di solito si pensa, quindi quella Jugoslavia
che era la tomba dei nostri popoli...
CARCERIERE:
Professore, giacché si parla di tombe, tu la tua non la vedrai
neanche morto.
HUSEIN:
Perché?
CARCERIERE:
Perché in guerra il nemico non viene sepolto. Non si ha tempo
a sufficienza neanche per seppellire i propri morti, altroché
i nemici.
HUSEIN:
In queste terre del resto da sempre ci sono piu scheletri non
sepolti che quelli sepolti. Ce ne sono tanti che non si riesce
a dare loro una sepoltura finché dura la pace, vuoi mettere
in tempo di guerra? Per fortuna, la natura ci e amica per cui
ci ha messo a disposizione tante di quelle foibe quali tombe
occasionali...
CARCERIERE:
Di quali foibe stai vaneggiando?
HUSEIN:
Di quelle foibe che non sono il regno delle tenebre per la loro
profondita e per il buio che vi regna, bensi per quelli poveri
cristi che sono finiti in esse.
CARCERIERE:
Oh Dio, un altro intellettuale. Questi mi vanno a genio in modo
particolare. Pero ora non ho tempo per voi e per le foibe. Volevo
solo dirvi che oggi non ci sara il pranzo. Problemi di trasporto.
Ma forse percio la cena sara piu abbondante, chi lo sa? Ehi,
professore, che ne pensi?
ANTE:
Ragazzi, la forza dello spirito non dipende dal cibo ma dal...
CARCERIERE:
Dio, ora mi sento piu tranquillo perché mi hanno detto che probabilmente
neanche la cena arrivera in tempo. Forse arriva domani, ma neanche
questo e sicuro.
HUSEIN:
Qui tutto si riduce a "forse". Forse sei nato ma forse
no. Forse sei vivo ma forse no. Forse sei morto ma forse no.
E forse stai in mezzo a questi estremi. Non sei né vivo né morto.
CARCERIERE:
Forse vi facciamo fuori oggi, cosi vi liberiamo di tutti questi
"forse". E fino a quel momento voi continuiate a coltivarvi
lo spirito, finché non arrivano le vitamine. Ma forse non vi
serviranno piu, eh? Forse...
(Il
carceriere se ne va ridendo)
HUSEIN:
Questo gia ci vede morti.
ANTE:
Che ci vuoi fare, l'uomo e dotato di un spiccato senso di realta.
Del resto, in merito condivido il suo punto di svista. Definitivamente
non devi essere un veggente per prevedere il futuro immediato
trovandoti in queste condizioni.
HUSEIN:
Hm! E forse... Adesso anch'io comincio con i "forse".
ANTE:
Cosa forse?
HUSEIN:
Forse dovremmo stare attenti a cio che diciamo.
ANTE:
Perché?
HUSEIN:
Forse ci stanno spiando? Forse hanno piazzato da qualche parte
un microfono...
ANTE:
Microfono...? Ha, ha, ha! Giovane amico, devo confessarti che
questa e la prima risata sincera negli ultimi dure mesi. Non
crederai che a loro interessa cio che noi diciamo o pensiamo?
Buon uomo, chi se ne frega di cosa dicono coloro che da un momento
all'altro devono salire nei cieli. L'ora della dipartita dipende
soltanto dall'umore dei padroni delle nostre inutili vite. Da
null'altro. Vedi questa macchia rossa alla parete? Questa e
sangue. Qualche giorno fa qui hanno fatto fuori un certo Simo,
serbo e povero diavolo. Quella mattina erano di buon umore,
quasi ridevano. Erano di passaggio, ci hanno chiesto come stavamo,
come abbiamo passato la notte e simili facezie, e poi cosi di
passaggio hanno sparato una raffica a Simo e se ne sono andati.
Dopo alcune ore sono venuti certi altri e hanno portato via
il cadavere. E chissa dove lo hanno buttato. Spero che qui vicino
ci sia una di quelle tue foibe. Affinché non se lo mangino le
bestie. Noi non esistiamo piu, fino a prova contraria. Lo vuoi
capire?
HUSEIN:
Morti viventi, eh?
ANTE:
Ebbene si, si potrebbe dire anche cosi.
HUSEIN:
E perché allora le danno ascolto? Voglio dire, perché le permettono
questa pagliacciata con Tito?
ANTE:
Si divertono. Specialmente il maggiore. Probabilmente era ufficiale
nella ex armata jugoslava per cui tutto cio gli sta anche simpatico.
Per adesso. Ma non durera a lungo. Lo intuisco dal loro comportamento.
Quando il maggiore non c'e, quando va da qualche parte, allora
quel filo rosso della poesia si tende fino alla rottura. E spesso
si spezza, come nel caso del povero Simo. E uccidendo qualcuno
che ti sta accanto, a prescindere di chi si tratti, uccidono
anche una parte del tuo essere. E cosi, parte dopo parte...
HUSEIN:
Che fare allora?
ANTE:
Cominciamo col darci del tu, visto che il destino e stato tanto
magnanimo nei nostri confronti e ci ha fatto conoscere in una
situazione cosi stravagante. Che fare? Niente. Cosa in genere
possiamo fare?
HUSEIN:
Ma io non ho ammazzato nessuno. Mi hanno costretto ad indossare
questa divisa, ma il fucile non l'ho visto neanche da lontano.
Io ero addetto all'assistenza legale...
ANTE:
Chi oggi ha bisogno di assistenza legale?
HUSEIN:
A dire il vero, nessuno. O meglio, tutti, solo che nessuno ne
trae beneficio. Non c'e legge, per cui anche l'assistenza legale
e una categoria assurda Pero, ecco, i miei hanno aperto un ufficio
per l'assistenza alle persone interessate, per far vedere che
i poteri dello stato esistono e sono operanti. Poi, questi tuoi
mi hanno preso mentre me ne tornavo a casa e sono finito qui.
In realta la zona dove mi hanno preso doveva essere sotto controllo
dell'esercito bosniaco, pero a me mi hanno preso questi. Non
ho idea né del come né del perché. E come mai tu sei in divisa
serba?
ANTE:
Io sono di Doboj, che e stata conquistata dai serbi. E per salvarmi
la pelle, il vicino di casa, un amico serbo, mi ha dato questa
divisa e un lasciapassare per farmi fuggire. Ho superato tre
punti di controllo serbi e stavo gia pensando di essermela cavata
quando mi hanno preso questi "miei" che ora stanno
meditando di uccidermi. Se avessi saputo cio che mi sarebbe
capitato, non mi sarei dato tanto da fare. Potevo anche rimanere
la. La morte e sempre la stessa, non c'entra chi preme il grilletto.
HUSEIN:
Sembra che stiano ritornando. Sento qualcosa.
ANTE:
Io faro finta di dormire. Sono stanco di loro, di Tito e della
Jugoslavia.
(La
porta si apre ed entrano due soldati croati con fucili spianati)
I
SOLDATO CROATO (alzando la voce):
Huso, al muro!
HUSEIN:
Prego!?
I SOLDATO CROATO:
Al muro. Subito!
HUSEIN:
Perché?
I SOLDATO CROATO:
Perché lo dico io. O vuoi che io ti porti al muro?
(Husein
si piazza davanti alla parete, pallido e sconvolto. Il soldato
alza il fucile e mira al suo petto)
HUSEIN
(inizia a cantare a squarciagola con voce tremante):
Compagno Tito hai la nostra parola
che continueremo per la tua via
per la tua via
II SOLDATO CROATO:
Anche questo e partito di testa con Tito.
I SOLDATO CROATO:
Puo cantare a Tito, Staljin, Churchill e Roosewelt messi assieme,
visto che va a raggiungerli.
(Ante
si "sveglia" di colpo, si guarda attorno sorpreso,
poi salta in piedi, si mette a fianco di Husein e canta con
lui)
HUSEIN
e ANTE (insieme):
Compagno Tito, hai la nostra parola...
II SOLDATO CROATO:
Questa cosa sta diventando un'epidemia. Forse e meglio se li
lasciamo al maggiore, che lui se la sbrighi con Tito, visto
che era il suo capo finché era in vita.
I SOLDATO CROATO (abbassa il fucile, li guarda mentre loro stanno
cantando sempre piu forte):
Basta! Finitela! (Loro continuano a cantare). Finitela o vi
ammazzo entrambi! (Loro continuano ancora piu forte). Figli
di puttana comunista.
II SOLDATO CROATO:
Lasciali stare questi stronzi. Andiamocene.
(I
soldati se ne vanno. Husein pallido in viso crolla sulla parete
e si siede sul pavimento continuando a cantare a bassa voce.
Ante si siede accanto a lui)
ANTE
(dopo un paio di minuti di silenzio):
Se ne sono andati. Calmati.
HUSEIN (canta a bassa voce completamente sconvolto):
Compagno Tito, questi mi hanno ucciso
mi hanno ucciso...
ANTE (abbracciandolo):
Non ti hanno ucciso. Calmati.
HUSEIN (gemendo):
Puttana Eva, sono fuso. (Si tiene il capo e continua a bisbigliare)
Mi hanno fatto fuori.
Mi hanno fatto fuori senza sparare un colpo.
ANTE:
Ci hanno fatto fuori tutti gia qualche anno addietro, quando
tutto cio e iniziato, solo che alcuni se ne rendono conto prima
degli altri.
HUSEIN:
Sul punto di morte e io penso a Tito. Non ai figli, non alla
moglie bensi a Tito. Ehi, sono del tutto partito.
ANTE:
Hm, e colpa mia. Pero, d'altro canto sei vivo ed e gia qualcosa.
Non e un granché in queste condizioni, pero e comunque meglio
che niente.
HUSEIN:
Ne ho abbastanza. Mi uccido da solo. Non lascero che queste
bestie mi uccidano. Mi faccio da solo la pelle. (Si alza di
scatto e si scaglia verso la parete di fronte a lui. Crolla
per terra con il capo insanguinato. Cerca di alzarsi per rifare
l'atto suicida. Barcolla. Ante riesce ad impedirglielo. Husein
piange ad alta voce). Andassero a fottersi le loro madri. Tutti
quanti. Lasciami che mi uccido. Ti prego!
ANTE:
Calma. E' sempre cosi quando incontri la morte per la prima
volta. Per un po'. Calma, che ti passa.
HUSEIN:
Cosa vuoi che mi passi. Che vadano a farsi fottere loro e la
Jugoslavia e tutti gli stati che esistevano prima e che sono
nati dopo di essa. Quella maiala che li ha fatti, questo non
lo faceva neanche la Gestapo nella seconda guerra....
ANTE:
Lo faceva eccome, anche di peggio, ma non c'entra.
HUSEIN:
E pensare che mia moglie e croata.
ANTE:
Poveretta, non e mica colpa sua...
HUSEIN:
E chi dice che e colpa sua. Dico per dire. Bestie, non uomini.
Canaglie. Criminali. Al muro e via. Senza chiederti chi sei,
cosa sei, se...
ANTE (lasciando Husein e sedendosi con lui per terra):
Figliolo, l'idiota resta sempre idiota, a prescindere dall'abito
che veste e dal nome che porta. Prima ti costringe di abbassarti
al suo livello e poi ti uccide con la sua esperienza con cui
non sei in grado di misurarti. Capisci? Al suo livello non hai
neanche la minima possibilita. Percio devi trovare le forze
e mantenerti al proprio livello...
HUSEIN:
Che cazzo di livello? Che cazzo dici? Questi sono i bassifondi,
la feccia, qui non c'e alcun livello. Questo e....
ANTE:
Calmati. Viene qualcuno.
(Si
sentono i passi nel corridoio. Entrano il maggiore e il carceriere)
MAGGIORE:
Che e successo, signori? Problemi? Di nuovo Tito, pero questa
volta a due voci, eh?
HUSEIN:
Va a farti fottere!
MAGGIORE:
Cosa!?
ANTE:
Il ragazzo e sotto shock, non sa che dice.
CARCERIERE:
Al ragazzo gli tagliamo la gola, cosi gli passa lo shock.
HUSEIN:
Al ragazzo tu gli puoi fare un pompi...
(Il
carceriere col fucile spianato si scaglia contro Husein. Cerca
di colpirlo col calcio del fucile. Husein copre la testa con
le mani nel tentativo di proteggersi. Il maggiore si mette tra
loro.)
CARCERIERE:
Lo ammazzo. Lui a me mi dice di fargli un pompino. Ah, feccia
musulmana. Ti ammazzo...
MAGGIORE:
Calmati. Esci fuori! Dai, fuori a prendere un po' d'aria, subitissimo!
(Il
carceriere esce, fremendo dall'ira.)
MAGGIORE
(si siede per terra, vicino ad Ante e Husein e accende una sigaretta):
Caro il mio Huso, o sei impazzito...
HUSEIN:
Me ne sbatto. Non potete farmi niente di peggio di quanto mi
avete gia fatto.
MAGGIORE:
A cosa ti riferisci?
HUSEIN:
Mi avete ucciso. Ora per me fa lo stesso.
MAGGIORE:
Ritornerai in vita. Non ti preoccupare. Nei trenta giorni di
prigionia i tuoi mujahedin mi hanno messo al muro dieci volte.
E mi hanno ucciso dieci volte. Ed eccomi qua, vivo e vegeto.
E' strano quante volte l'uomo puo morire in queste terre.
HUSEIN:
I mujahedin non sono miei.
MAGGIORE:
Cristo, non sono neanche miei, pero indossano la vostra divisa,
a prescindere da chi li abbia portati in Bosnia.
ANTE:
Anche lei e stato prigioniero?
MAGGIORE:
Un mese in un campo dei mujahedin. Mi hanno massacrato di botte.
Poi gia mezzo morto mi hanno scambiato per alcuni loro compagni
che i nostri per caso avevano preso. E cosi per puro caso ho
salvato la pelle.
ANTE:
Lei era ufficiale nella ex armata popolare jugoslava?
MAGGIORE:
Si.
ANTE:
Come allora puo uccidere gente innocente?
MAGGIORE:
Ancora non ha capito che in guerra non ci sono innocenti. Specialmente
non nelle nostre guerre. Esistono soltanto gli amici tra virgolette
e i nemici senza virgolette. Non ci sono innocenti.
HUSEIN:
E i miei figli, di chi sono nemici loro?
MAGGIORE:
Di coloro di cui sono nemici i miei figli.
HUSEIN:
E di chi sono nemici i suoi figli?
MAGGIORE:
Una domanda molto sensata. Avevo un figlio e una figlia. Adesso
ho soltanto una figlia. Il figlio e stato ucciso da un tiratore
scelto alcuni mesi fa a Mostar., un giorno prima di partire
per la Croazia.
HUSEIN:
Sul serio?
MAGGIORE:
Sul serio!? E' sufficientemente serio quando uno psicopatico
con il fucile in mano le uccide il figlio dodicenne?
HUSEIN:
Mi scusi, non me l'aspettavo. Una cosa terribile.
MAGGIORE:
Terribile eccome. E quindi, di chi era nemico mio figlio? Di
qualcuno si, non e vero? Perché altrimenti lo avrebbe ucciso?
Gli amici non si uccidono, vero? O almeno non dovrebbe succedere.
HUSEIN:
Lei sa chi le ha ucciso il figlio?
MAGGIORE:
Ufficialmente, un tiratore scelto musulmano. Ufficiosamente,
non ha alcuna importanza. Avrebbe importanza se Dio avesse avuto
pieta e avesse fatto che quel tiratore, chiunque fosse, lo mancasse.
Invece cosi..
ANTE:
Dio mio, cosa ci stiamo facendo a vicenda?
MAGGIORE:
Facciamo i conti con il passato...
ANTE:
E con il futuro, caro figliolo, anche con il futuro. Suo figlio
non era forse il suo futuro? Che le e rimasto di esso?
MAGGIORE:
Non ne ho idea. Non penso a cio. Io sono semplicemente un soldato
di professione...
ANTE:
Che tenta di fuggire dalla realta senza riuscirci.
MAGGIORE:
... che fa cio che gli viene ordinato e niente altro. Io non
ricevo consigli, istruzioni, interpretazioni. Io ricevo ordini
che non lasciano spazio al libero arbitrio.
ANTE:
E quando comincera a pensare al futuro?
MAGGIORE:
Quando tutto questo finisce.
ANTE:
Sara troppo tardi. Al futuro bisogna pensarci nel mentre lo
si crea e non quando si trasforma nel passato.
MAGGIORE:
Quando con cio potrei riportare in vita mio figlio, ci penserei
giorno e notte.
ANTE:
E quanti altri figli seguiranno al suo solo perché lei ha smesso
di pensare?
HUSEIN:
Lasciamo stare i figli, non c'entra di chi siano. Lei ha detto
che qui non c'e spazio per il libero arbitrio, non e vero? Allora
vuol dire che e stato lei a ordinare a quei due che sono venuti
poco fa di uccidermi?
MAGGIORE:
No.
HUSEIN:
Quindi, loro tuttavia lo hanno fatto arbitrariamente?
MAGGIORE:
Piu o meno. Per farti un po' paura. Non volevano ucciderti per
davvero.
HUSEIN:
E' sicuro di cio? Potevano anche ammazzarmi, non e vero? Sono
successe anche cose del genere o...?
MAGGIORE:
A dire il vero, poteva anche succedere.
HUSEIN:
Come possono agire arbitrariamente se sono sotto il suo comando?
MAGGIORE:
Non mi faccia ridere. Quando parlo di soldati professionisti,
penso a ufficiali e non a loro. E non penso neanche a tutti
gli ufficiali, ma... Hm! E' meglio non fare commenti.
HUSEIN:
Ma gli ufficiali esistono proprio per far si che il soldato
resti soldato e non diventi una bestia armata.
MAGGIORE:
Nelle condizioni ideali e sicuramente cosi. Nei bei libri di
storia anche. Il problema sta nella realta. Specialmente in
questa nostra realta. Infatti, affinché un ordine abbia senso,
qualcuno deve eseguirlo, non e vero?
HUSEIN:
Questo non l'ho capito fino in fondo.
ANTE:
Io ho capito e tuttavia mi sento come te.
HUSEIN:
Allora non ho perso granché.
MAGGIORE:
Quasi niente.
ANTE:
Noi croati siamo un popolo strano. Per novecento anni siamo
stati in attesa di un proprio stato e in tutti questi anni e
secoli non abbiamo imparato nulla sulla diplomazia, sulle trattative
e sulla pazienza bensi abbiamo subito impugnato le armi come
se fossimo arrivati ieri in queste terre. Come se il tempo si
fosse fermato per novecento anni.
MAGGIORE:
Non avevamo scelta.
ANTE:
Ah, non esiste una sola guerra nella storia dell'umanita della
quale le parti in causa abbiano detto che avevano scelta. Chiaro
che non hai scelta una volta attaccato. Ma come andavano le
cose prima dell'attacco? C'era forse la possibilita di scelta?
Ci siamo sforzati a cercarla o abbiamo accettato la guerra come
qualcosa che non si vedeva l'ora che succedesse? La scelta....
MAGGIORE:
... non esiste sei tuoi vicini sono serbi. Sebbene, per quanto
attiene alla diplomazia e alla pazienza, neanche gli altri popoli
che qui vivono non sono stati da meno. Tuttavia, la cosa piu
importante e come si comporta il popolo piu numeroso, vale a
dire i serbi. E se non ci fossero gli altri, che hanno conservato
almeno un barlume della ragione, i serbi finora avrebbero provocato
almeno una decina di guerre mondiali. Cosi invece hanno fornito
all'umanita il motivo per la prima guerra mondiale, mentre nella
creazione delle condizioni per la seconda sono stati al di sotto
delle aspettative. E ancor oggi soffrono di questo complesso
anche se poi si sono dati da fare per recuperare cio che avevano
tralasciato di fare.
HUSEIN:
Be, se vogliamo essere onesti, voi croati non perdete tempo
a dar loro man forte non appena ne combinano una delle loro,
per non farli sentire soli in queste loro aspirazioni umanistiche.
ANTE:
Non puoi abbandonare il fratello in difficolta ,a prescindere
da quanto sia pazzo.
MAGGIORE:
Ma sentilo Huso, dio buono. Elucubra sul conto dei serbi e di
noi. Se voi fino a venti fa eravate o serbi o croati. Neanche
esistevate come popolo finché Tito non ha avuto una delle sue
idee geniali e vi ha promosso a popolo. Solo Dio e lui sanno
perché lo ha fatto. Anche se dubito che abbia consultato Dio
in merito. All'epoca ancora credeva di essere piu importante
di Dio per cui non ne aveva bisogno. In ogni caso tutte le virtu
menzionate le condividete pari pari con noi e con i serbi.
HUSEIN:
Be, in quanto alle virtu, sono completamente d'accordo con lei.
Non ho illusioni in quanto al pacifismo di questi miei.
MAGGIORE:
Lasciamo stare queste discussioni che lasciano il tempo che
trovano. Sono venuto per un'altra ragione. Credo che nei prossimi
giorni dovremmo abbandonare questa postazione. Ora, non abbiamo
intenzione portarvi con noi. Quindi, che ci rimane? Lo scambio.
Del resto, Huso, tu sei stato catturato proprio per poterti
scambiare perché ci sono due dei nostri che sono stati presi
dai vostri. Ci siamo gia messi in contatto con loro e in linea
di massima abbiamo concordato l'affare. Due dei loro per due
dei nostri.
HUSEIN:
E dove sta il secondo dei due dei loro? Voglio dire il secondo
musulmano?
ANTE:
Mi sa che non saro piu né serbo né croato bensi....
MAGGIORE (sorridendo):
Musulmano. Giusto, caro professore. Hai fatto il professore
in Bosnia? Si. Hai avuto allievi musulmani? Si. Conosci i loro
usi e costumi? Chiaro che si. Almeno quelli prima della guerra.
Questi nuovi non li conoscono neanche loro tutti, per cui non
devi preoccuparti. Ecco, la soluzione e nata spontanea. Vista
la situazione attuale, sei stato abbastanza a lungo sia serbo
che croato e a ben vedere non e che tu ne abbia tratto qualche
vantaggio. Percio, tanto per cambiare, tenta la fortuna con
i musulmani. Forse con loro ti andra meglio.
ANTE:
Tutti questi prima venivano chiamati semplicemente jugoslavi.
MAGGIORE:
Verrebbero chiamati cosi anche oggi, se esistessero. Una specie
estinta. Come i dinosauri. Non sono riusciti ad adattarsi alle
nuove condizioni...
ANTE:
Finché ero jugoslavo, potevo essere anche croato e la cosa non
disturbava a nessuno. Ora, da quando i jugoslavi sono stati
aboliti, puoi appartenere a qualsiasi popolo che ce ne sono
sempre altri due che ti vogliono fare la pelle.
MAGGIORE:
Ah, caro professore, e arrivato il tempo quando bisogna allenarsi
nel cambiarsi d'abito col perfetto tempismo. Ogni ritardo potrebbe
essere fatale.
ANTE:
Va bene, e che cosa mancava allo stato di prima?
MAGGIORE:
E tu di nuovo riparti dall'inizio. Tante cose, ma piu di tutte
la democrazia.
ANTE:
Sono d'accordo che era ben lontana dall'ideale, pero questo
che c'e oggi per lei e democrazia?
MAGGIORE:
Questo oggi e la guerra per la democrazia. E per gli stati nazionali,
chiaro. In cui un giorno fiorira la democrazia.
HUSEIN:
E quando comincera a fiorire?
MAGGIORE:
Hm! Onestamente? Quando un giorno lontano i figli dei miei soldati
inviperiti e dei tuoi mujahedin faranno insieme la festa per
il diploma di matirita. Senza armi, s'intende. E se per un qualche
caso vivremo nello stesso stato. Non si sa mai.
HUSEIN:
E fino ad allora?
ANTE:
Fino ad allora dobbiamo loro costruire scuole in comune e trovare
i docenti che li guideranno a un tale esame di maturita. Cosa
che ancora ieri era sottintesa, ma che oggi e diventata fantascienza.
E per giungere a tanto, strada facendo dobbiamo guardarci allo
specchio e riconoscere i propri difetti. E imparare una buona
volta che il futuro non si costruisce trasformando i difetti
nelle virtu, le sconfitte nelle vittorie, e altre simili attivita
che ci piacciono tanto. Dobbiamo imparare che il mondo non gira
intorno a noi e per noi. E smettere di scrivere la storia prima
che essa si compia.
HUSEIN:
Belle parole, ma inutili. Mi pare.
MAGGIORE:
Condivido il giudizio di Huso. Noi siamo piu giovani e prammatici.
ANTE:
Gli anni portano con sé la saggezza e la responsabilita. Verso
se stessi e verso altri. In queste terre oggi manca principalmente
la responsabilita verso gli altri. Siano essi "nostri"
o "vostri".
MAGGIORE:
Cazzo, caro professore, forse in parte hai ragione, ma la tua
ragione e stata semplicemente calpestata e distrutta dalla storia.
Trasformata in ferro vecchio. Se fosse stata valida, sarebbe
sopravvissuta come tutto cio che vale. Vaffanculo la storia.
Una scienza sopravalutata e inutile che tratta dei morti, nulla
di piu. Ai vivi non serve, e di cio lei e molto piu consapevole
di me. Nessuno ha imparato alcunché dalla storia, e neanche
noi impareremo qualcosa.
ANTE:
La storia e la maestra...
MAGGIORE:
Lascia stare i latini e le loro sentenze. Suonano bene ma non
significano niente. Almeno non questa. Se il mondo avesse imparato
qualcosa da essa, su questo strambo pianeta non ci sarebbe ogni
giorno una nuova guerra, non e vero?
ANTE:
Il problema non sta nel fatto che molti non vogliono imparare
dalla storia, bensi nel fatto che molti ne abusano. La falsano
e cosi giustificano i loro fini.
MAGGIORE:
Dal male al peggio. Non solo che non c'e alcuna utilita dalla
sua esistenza, ma addirittura la sua esistenza e nociva. Se
non ci fosse, i cretini non potrebbero richiamarsi a vari diritti
storici a causa dei quali scoppiano le guerre, non e vero? Va
bene, troverebbero qualcos'altro. Ehi, smettiamola una buona
volta con questo vuoto filosofare. Ora, se credete in Dio, Allah
o in chiunque che abiti nei cieli, invocatelo affinché tutto
vada bene con lo scambio. E gia che ci siamo, professore, abbiamo
una divisa dell'esercito bosniaco per te, addirittura con i
gradi di capitano Felici loro, felici noi. Per un soldato semplice
restituiamo loro un capitano. E affinché non sia tutta farina
del nostro sacco, tu scegliti il nome che dobbiamo scrivere
nei documenti d'identita.
ANTE:
Avete gia preparato tutto.
MAGGIORE :
Ah, caro professore, il tempo e in guerra il fattore piu importante.
E noi non ne abbiamo troppo. I serbi avanzano da nord e potrebbero
arrivare ogni momento. Visto che sono parecchio piu numerosi
di noi, potrebbe succedere che io e tu si finisca allo stesso
modo. Forse questa divisa ti salverebbe, anche se dubito in
cio. Non c'entra. Allora, il nome? Dimmi!
ANTE:
Be, non mi viene cosi all'istante. Sono abituato che il nome
lo diano altri, ad esempio i genitori...
MAGGIORE:
Perché, ti sembro genitore?
ANTE:
Non proprio...
MAGGIORE:
Allora, fino alla sera inventati il nome poiché lo scambio probabilmente
avra luogo domani mattina.
ANTE:
Mi ammazzeranno una volta che capiranno...
MAGGIORE:
Professore mio, sta a te cosa capiranno e cosa no. E c'hai qui
Huso, che ti aiuti. Anche tu hai cantato per lui, per cui puo
farlo anche lui per te, quando verra il momento. Vado, cosi
potrete riflettere in pace. Ah, si, non devi piu fare lezioni
su Tito e sulla Jugoslavia. Io le so a memoria, e gli altri
non sono interessati, per cui non ha senso tediarli ulteriormente
con l'argomento.
ANTE:
Sono molti che dovranno occuparsi dell'argomento. Volenti o
nolenti. E per lungo tempo ancora.
MAGGIORE (si alza e se ne va):
Se lo dici tu.
(Il
maggiore esce e chiude la porta.)
HUSEIN:
Cosa facciamo adesso. Sei diventato musulmano. Tuttavia, meglio
musulmano e vivo che croato e morto.
ANTE:
Mah, non mi interessa cosa sono. In effetti non sono piu nulla.
Solo, quando quei tuoi capiranno cosa sono...
HUSEIN:
In un qualche modo ti tireremo fuori dai guai. Io testimoniero
a tuo favore. Finché saro vivo io, sarai vivo anche tu.
ANTE:
Grazie, ma quale vantaggio di due morti. Meglio se sopravvive
almeno uno di noi. Io ho parecchi anni...
HSEIN:
Dai, non dir stupidaggini, giacché mi tiri per la lingua. O
entrambi o nessuno. D'accordo?
ANTE:
Figliolo, vedi...
HUSEIN:
Senti, non posso spiegarti l'importanza di quel momento quando
ti sei messo accanto a me al muro. Nessuno mai ha messo la sua
vita allo sbaraglio per me. Quindi, o entrambi o nessuno. D'accordo?
ANTE:
Sia come dici, anche se qualcosa mi dice che questo scambio
non andra a finire bene, sempre che avvenga.
HUSEIN:
E perché non dovrebbe avvenire?
ANTE:
Perché qui la situazione cambia di ora in ora, altroché un giorno
intero. Bisogna restare vivi fino a domattina per vedere cosa
porta il nuovo giorno. Un problema banale per il resto del mondo,
non e vero?
HUSEIN:
Cerca di pensare positivo. Non guardarmi cosi stralunato. Positivo
per quanto possibile. Partiamo dal presupposto che lo scambio
ci sara e prepariamoci per esso.
ANTE:
Come dovrei prepararmi?
HUSEIN:
Beh, probabilmente non sei a conoscenza di quella, ehm, neolingua
che quei miei hanno sviluppato di recente. Non ne sono a conoscenza
neanche io, pero certi fondamenti devi apprenderli. Per iniziare,
diciamo che non sarebbe opportuno salutarli con "buon giorno"
o, Dio non voglia, con "salve, compagni".
ANTE:
Come allora?
HUSEIN:
Sallam aleicum.
ANTE:
E che e?
HUSEIN:
Il tipico saluto musulmano.
ANTE:
E perché non lo usavate fino ad ora se e tipico?
HUSEIN:
E perché voi non usavate quel vostro "Dio sia lodato"?
ANTE:
Lo usavamo. I credenti lo usavano.
HUSEIN:
Ecco, vedi come avevamo meno diritti di voi.
ANTE:
Perché, qualcuno vi ha vietato di salutare cosi?
HUSEIN:
Cazzo, e che ne so. Manco sapevo che esistesse questo saluto
finché non é scoppiata la guerra.
ANTE:
Non ti sei fatto in quattro per frequentare la moschea, eh?
HUSEIN:
Non proprio. Il mio vecchio era comunista, un capoccia nel comune...
Lasciamo stare. Tutto il tempo deviamo dal tema e non abbiamo
troppo tempo. Questo e un corso accelerato intitolato "Come
diventare musulmano in poche ore".
ANTE:
Credi che e possibile.
HUSEIN:
Cambiamo il titolo in "Sopravvivere tra i musulmani in
guerra". Va bene? Quindi il secondo saluto, molto piu problematico,
e "Allahu ekber".
ANTE:
Ha un qualche significato particolare?
HUSEIN:
Si, vuol dire qualcosa come gloria a Dio, ossia ad Allah.
ANTE:
Allora posso dire: gloria a Dio? O gloria ad Allah?
HUSEIN:
Cazzo, non puoi.
ANTE:
Perché? Dove sta la differenza?
HUSEIN:
Nella lingua.
ANTE:
Ma che lingua avete iniziato a parlare?
HUSEIN:
Ti ho detto, sono soltanto saluti, usati da tutti i musulmani
nel mondo.
ANTE:
E perché non lodate Dio nella vostra lingua? Credete che non
vi capira?
HUSEIN:
E perché voi fino a un secolo fa salutavate il vostro Dio in
latino?
ANTE:
Vero, pero non appena abbiamo imparato a scrivere, abbiamo stabilito
rapporti diplomatici diretti con il cielo, nella nostra lingua
e senza intermediari dal Vaticano.
HUSEIN:
Basta considerare questa guerra per capire che tipo di rapporti
avete stabilito.
ANTE:
Che ci vuoi fare, c'e stato un periodo di crisi nei rapporti
durante il comunismo, quando Tito, come disse il maggiore, si
e arrogato le competenze divine. Ora che Tito si e finalmente
trasferito in cielo ed ha capito i rapporti di forza, le cose
stanno migliorando rapidamente. Prima della fine della guerra
avremo lassu piu rappresentanze diplomatiche e consolari del
Vaticano. Noi croati siamola specie piu adattabile del homo
sapiens. Tutto cio lo abbiamo pianificato in anticipo. D'accordo,
la maggior parte di noi non aveva alba di questi piani...
HUSEIN:
Mi sembra che Dio a lungo non si riprendera dalla gioia per
questi vostri piani, a prescindere da chi li ha architettati.
Ma torniamo ai saluti. Li hai memorizzati.
ANTE:
No. Ricordo solo Sallam e Allah. Il resto no. E perché questo
secondo, che invoca Alla, e problematico? Tradotto suona del
tutto normale.
HUSEIN:
La fregatura sta nel fatto che non tradotto non suona normale.
Specialmente se lo usano i mujahedin, il che e il caso piu frequente.
ANTE:
Ah, ora mi e chiaro. Altri che per la gloria di Dio sono pronti
a sgozzare uomini. Cosa pensi, come Allah guarda a tutti...
Ehi, di nuovo viene qualcuno.
(Si
sentono i passi. La porta si apre. Entra il carceriere con la
divisa in mano.)
CARCERIERE:
Professore, togliti quella divisa serba e indossa questa bosniaca.
Sei stato promosso a capitano. Peccato che non abbiamo tempo
per festeggiare. Da soldato semplice serbo a capitano bosniaco
in un solo giorno, non e da tutti. Dai, spogliati, non abbiamo
tempo da perdere.
(Ante
toglie la divisa serba e indossa quella che ha portato il carceriere.)
CARCERIERE:
Ecco, professore, e diventato ufficialmente musulmano. Congratulazioni!
ANTE:
Grazie per le sincere congratulazioni.
CARCERIERE:
E come si sente ora che e diventato musulmano?
ANTE:
Di merda. Cosi come mi sentivo quando ero croato e serbo.
CARCERIERE:
Ha, ha, ha! Ti sta meglio di quella serba. Sarai un bel cadavere
in essa.
HUSEIN:
Ma lei riesce a pensare a qualcuno senza vederlo come cadavere?
CARCERIERE:
Si che posso, ma definitivamente non e il vostro caso.
HUSEIN (rivolgendosi ad Ante a bassa voce):
Chissa come immagina gli altri? Forse ce la siamo addirittura
cavata al meglio.
CARCERIERE:
Cosa? Cosa hai detto?
HUSEIN:
Che a volte e meglio essere morti che vivi.
CARCERIERE:
Se fosse per me, gia da tempo avreste saggiato il meglio.
HUSEIN:
Lei non ci scambierebbe per i vostri prigionieri?
CARCERIERE:
No. Loro vanno liberati, mentre voi e coloro che li hanno catturati
meritate la morte. Altroché scambio. A che pro farvi prigionieri
se poi vi restituiamo indietro? In questo modo la guerra non
finira mai.
HUSEIN:
Be, ma nessuna guerra e finita con l'uccisione di tutti gli
individui di una parte.
CARCERIERE:
Per questa ragione dobbiamo rifare la guerra.
ANTE:
Un uomo incline alle soluzioni finali, e non...
CARCERIERE:
Zitti entrambi!
(Il
carceriere prende la divisa che Ante si e tolto e se ne va.)
HUSEIN:
Un uomo alquanto nervoso.
ANTE:
Se non ci fosse il maggiore, a questo punto saremmo gia entrambi
in cielo. Ma torniamo ai nostri saluti. Le seconde parti non
riesco a memorizzarle. E se mi fingessi un musulmano ateo?
HUSEIN:
Un ateo con il grado di capitano? Non farmi ridere. Fingendoti
ateo non passeresti neanche per un soldato semplice. Vuoi mettere
un capitano!?
ANTE:
E se mi togliessi i gradi?
HUSEIN:
Impossibile dato che quei miei credono di scambiare un capitano!!?
Tra l'altro, sono cuciti sulla divisa.
ANTE:
Creatura di Dio, non so neanche i miei saluti e preghiere, altroché
i vostri.
HUSEIN:
E cosa credi, che io li sappia? Sono un principiante, come la
maggior parte di persone. Adattati. Ascolta gli altri e cio
che loro dicono, tu ripetilo. Cazzo, la religione e oggi indispensabile
se vuoi sopravvivere. Dimentica cio che c'era prima. Io, ad
esempio, manco sapevo che nella mia citta c'era la moschea finché
i serbi non l'hanno rasa al suolo.
ANTE:
Eh si, loro sono parecchio allergici ai minareti, non sopportano
la loro altezza...
HUSEIN:
Ma allora quei miei si sono ricordati che nella stessa citta
esiste la chiesa serba.
ANTE:
E?
HUSEIN:
E ora né noi né loro abbiamo dove pregare. Strano. Quanto e
maggiore il bisogno di fede e di Dio tanto minore e il numero
delle chiese e delle moschee. La case di Dio, di regola nottetempo,
saltano in aria mentre i peccatori restano sotto le stelle con
i loro peccati. E con le icone.
ANTE:
Icone?!
HUSEIN:
Be, prima di far saltare e incendiare la chiesa, si sono portati
via tutte le icone, le statue e il rimanente inventario di un
qualche valore per rivendere poi il tutto ai serbi.
ANTE:
E' una vera fortuna che questi popoli non sono coerenti in niente,
neanche nella distruzione, cosicché in un modo o nell'altro
sempre resta qualcosa alle generazioni future.
HUSEIN:
Ah, dobbiamo pensare anche alle giovani generazioni. Se distruggiamo
tutto, loro per che cosa faranno la guerra quando verra il loro
turno?
ANTE:
Dio, non e mica una cosa con cui scherzare.
HUSEIN:
E chi scherza? Le verita nei Balcani non erano mai inclini all'umorismo.
Chiedi a coloro che se ne burlavano, una volta che sarai in
cielo. Mi sembra, pero, che questo insegnamento non da grandi
risultati. A ben pensare, la cosa migliore e che tu stia zitto
quando incontriamo quei miei. Fa finta di essere ammalato: fuso
per torture o qualcosa di simile, mentre saro io a parlare.
Altrimenti non ci aiutano né Dio né Allah messi assieme.
ANTE:
Va bene, almeno non dovro far finta di essere fuso. Ehi, cos'e
che si sente?
HUSEIN:
Prego?
ANTE:
Non senti gli spari?
HUSEIN:
No. Mi rimbomba nel cranio da quello scontro con il muro di
poco fa, tanto che a mal appena sento te. Ah, ora anch'io sento
qualcosa. Mi sembra vicino.
ANTE:
Troppo vicino. E sempre piu forte.
(Fuori
si sentono gli spari, sempre piu frequenti e forti mentre Ante
e Husein si guardano sconcertati.)
ANTE:
Sembra che questa volta siamo fregati
HUSEIN:
Se e per questo, neanche finora le cose sono state rose e fiori.
ANTE:
Ma che fiori? E per chi dovrebbero fiorire le rose? Chi qui
se ne sbatte di esse e della loro bellezza? Chissa quando e
per chi di nuovo fioriranno? E come saranno?
(Brum!
Tras! Si sentono deflagrazioni nelle vicinanze.)
ANTE:
Quale musulmano non sono durato manco un giorno.
HUSEIN:
Se la cosa ti consola, io invece lo sono stato per trenta e
passa anni e non mi sento neanche un po' meglio di te.
ANTE:
Ho gia dimenticato cosa significhi la consolazione.
HUSEIN:
Io mi consolo col pensiero che alla fine ho avuto l'occasione
di conoscere una persona speciale - te.
ANTE:
Anch'io sono felice di averti conosciuto. Che ci vuoi fare,
consoliamoci con cio che abbiamo a disposizione. Adattiamo i
criteri alle circostanze.
HUSEIN:
In queste circostanze non esistono criteri.
(Buum!
Una forte esplosione nelle vicinanze fa tremare le pareti, e
Ante e Husein si avvicinano automaticamente l'uno all'altro.
Ante inizia a farsi il segno della croce.)
HUSEIN:
Amico, che sei di colpo diventato credente. E dove e andato
a finire Tito?"
ANTE:
Tito andava bene per le armi leggere, ed ora, con queste di
grosso calibro, ci puo aiutare solo il buon Dio. Prega anche
tu.
HUSEIN:
Non so pregare.
ANTE:
Recita le tue preghiere. Quelle musulmane.
HUSEIN:
Ti dico che non le so.
ANTE:
Ma che musulmano sei se non sai neanche pregare?
HUSEIN:
Cavolo, peggio di te. So soltanto alcuni saluti che ho imparato
ultimamente, so fare l'abluzione rituale e niente altro. Prega
tu per entrambi. Ad alta voce, e io ripetero con te. Anche cio
sara meglio che niente.
ANTE:
Tanto in merito alla consolazione.
HUSEIN (urlando):
Piu forte, non sento niente.
ANTE (gridando tra le deflagrazioni):
Buon Dio, e arrivato il momento di rivolgerci a Te direttamente,
noi due poveri mortali condannati a...
HUSEIN (gridando):
Ma che razza di preghiera e questa?
ANTE (gridando):
Perché‚ tu ne sai una migliore?
HUSEIN (gridando):
No, pero....
ANTE (gridando):
Allora sta' zitto e ripeti con me. Dunque, compagno Dio, no,
scusami, buon Dio, abbi pieta dei tuoi umili servi che controvoglia
invocano il Tuo nome...
HUSEIN (gridando):
Se continui a invocarlo in questo modo, e meglio suicidarci.
ANTE (gridando):
Scusami, che controvoglia si sono trovati in questa situazione...
Come vuoi che preghi se continui ad interrompermi?
HUSEIN (gridando):
Ma fammi il piacere con un credente del genere. Vogliamo provare
con Allah? Visto che sei diventato musulmano. Non si deve pregare,
basta inginocchiarci, voltarci verso est e saremo in contatto
con Lui.
ANTE (gridando):
Che contatto?
HUSEIN (gridando)
Be, sai, quelle cose telepatiche, ti metti in contatto con Lui
e lo preghi mentalmente che abbia pieta di noi. Va bene?
ANTE (gridando):
Per me fa lo stesso. Infatti, Dio e uno, a prescindere da come
lo chiamiamo.
(Husein
si inginocchia, si gira verso est, abbassa la testa al suolo.
mentre Ante segue il suo esempio. Le esplosioni sono sempre
piu forti.)
ANTE
(gridando):
Interrotto il contatto con Allah.
HUSEIN (gridando):
Come interrotto? Devi soltanto invocarLo sinceramente....
ANTE (gridando):
Mai nella mia vita sono stato piu sincero. Non puoi neanche
immaginarti quanto sinceramente sto pregando che questi che
stanno per arrivare non mi sgozzino. Pero mi sembra che la tua
cultura religiosa presenti grosse lacune.
HUSEIN (gridando):
Perché?
ANTE (gridando):
Nutro qualche sospetto in merito a questo modo di invocare Dio.
MI sembra che sia venuto il momento di invocarLo a squarciagola
invece che rivolgerci a Lui in silenzio. Non ci sentira a causa
di tutto questo frastuono. Vogliamo tornare all'arte dell'arrangiarci....
HUSEIN (gridando):
Sei davvero un pessimo credente. Sia musulmano che cattolico.
Torniamo allora al tuo Dio e vediamo come ce la caviamo con
Lui. Pero, con quella tua ignoranza religiosa non andremo lontano.
Questa volta io prego e tu ripeti. Va bene? Bene, si parte.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome...
ANTE (gridando):
Aspetta un po'! Come mai conosci il Padre nostro?
HUSEIN (gridando):
Te l'ho detto, mia moglie e croata. E qual e il marito che abbia
mai interrotto la propria moglie nella preghiera?
ANTE (gridando):
La mia e morta e per giunta non era praticante.
HUSEIN (gridando):
Fortunato te. Scusami, non l'ho detto apposta. Partiamo dall'inizio.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome...
ANTE (gridando):
E ti ricordi tutto il Padre nostro?
HUSEIN (gridando):
Ma che razza d'uomo sei? Ho fatto l'universita a Zagabria, i
miei figli sono stati battezzati nella chiesa cattolica, un
parente di mia moglie e sacerdote... A dire il vero, mia madre
ha portato i miei figli anche nella moschea...
ANTE (gridando).
Cosa allora sono i tuoi figli? Croati o musulmani?
HUSEIN (gridando):
Sia l'uno che l'altro. Extraterrestri, cavolo.
ANTE (gridando):
Poveri ragazzi. Per un comune mortale e gia troppo essere imparentato
con uno dei nostri popoli, altroché appartenere a due di essi.
E dove sono ora tua moglie e figli?
HUSEIN (gridando):
Ma cosa ti ha preso? Vuoi pregare o fare domande?
(Bum!
Un'altra esplosione vicinissima al muro della prigione.)
ANTE
e HUSEIN (in coro):
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il Tuo nome...