Drazan Gunjaca - I congedi balcanici

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- I congedi balcanici
- La roulette Balcanica
- Il crepuscolo della ragione
- Amore come pena
- A metá strada del cielo
- Quando non ci saro' piu'
- Buona notte, amici miei
- I sogni non hanno prezzo
- Tutti gli uomini sono fratelli
- Acquerello Balcanico

 

 

(CONGEDI BALCANICI, 2 EDIZIONE, POLA 2002)

Quando, in funzione di traduttore e futuro redattore, avevo iniziato a leggere la prima edizione di Dražen Gunjača, mi era venuto in mente il bellissimo saggio del famoso psicologo e psicoterapeuta italiano, Giorgio Majanino, dal titolo "Gli efetti psicologici della guerra", poiche' il romanzo di Gunjača l' ho vissuto come un oggettivazione lettararia di quell' itinerario sensibile provocato dalla guerra, descritto psicologicamente nel saggio di Majanino. Sto' accentuando appunto questa dimensione del romanzo in quanto la vedo come la sua caratteristica principale: nonostante cio' che sia scritto in prima persona con, ovviamente, tanti elementi autobiografici, questo non e' un romanzo del narratore (di Gunjača o di un' altra persona), bensi' della gente chein un periodo ben determinato a causa della guerra lo lasciano o lo incontrano, incontrano e lasciano, mentre il narratore assume la funzione del legame che direttamente o indirettamente unisce questa galleria eterogenea dei personaggi. Non e' un libro della guerra, e' invece il libro degli uomini il cui destino veniva determinato dalla guerra.
Questo principio costitutivo in gran parte ha predefinito le caratteristiche linguistiche e stilistiche del testo. Il suo primo attributo sta nell' immediatezza: da Gunjača none sistono affettazione stilematiche - cosi' frequenti dagli autori contemporanei, il linguaggio del romanzo e' il linguaggio della realta' narrata. Il romanzo si avvicina cosi' al racconto minimale americano "hard boiled" dalla fine degli anni ottanta del secolo scorso, magari, ne sono certo, senza nessuna intenzione dell' autore ad assomigliare a un determinato genere.
L' opera possiamo definirla come una parabola, di cui ne parleremo dopo.
Per quanto riguarda il livello semantico, il procedimento minimale consiste in un ripetersi continuo, visibile o nascosto, del motivo conduttore (una separazione dal proprio essere e dal proprio destino) con il culmine nel capitolo finale, espresso in forma di parabola nlla quale l' autore espone il messaggio etico dell' opera. Queste reiterazioni assumono il ruolo funzionale nel romanzo intero e creano un' elementare atmosfera depressa nella quale sono immersi il narratore e i personaggi e viene vissuto dal lettore stesso.
A livello sintattico, il procedimento minimale si manifesta in una frequente coordinazione, nella preferenza della subordinazione invertita, come pure nell' organizzazione paraipotattica della sintassi che, all' atmosfera depressa del romanzo aggiunge l' elemento si snervatezza.
Il livello del lessico ci dimostra un autore coerente che non evita la parola, magari una bestemmia, che alla fine vuole provocare nel lettore la sensazione dello stress e della neurosi nella quale sono coinvolti il narratore e gli altri personaggi.

Il testo puo' sembrare manchevole, non perfezionato e limitato, pero' analizzando l' opera, si chiarisce l' idea che si tratta di un procedimento costruttivo ben riflesso, tramite cui l' autore vuole far stare il lettore dalla parte dell' eroe tragico del romanzo, Denis, che nella struttura narrativa del romanzo rappresenta un presonaggio secondario.E' importante accentuare il valore mimetico del procedimento: le banalita' quotidiane cosi' vengono trasformate nel materiale documentario, evitando di ridursi sul livello di fiction. Nonostante si tratti di avvenimento concreti e di gente realmente vissuta, Gunjača e' troppo consapevole della propria esperssione letteraria per poter raccontare "un racconto vero" perche' cosi' la sua parabola rimarebbe senza esemplarita' universale. Invece, gli elementi stessi della finzione donano alla parabola buone referenze.
Il risultato di tale immediatezza, consideratezza e consapevolezza e' il modo testuale dei "Congedi balcanici": puo' piacere a un lettore, piu' o meno, puo' non piacere, pero' non lo lascia mai indifferente.

Prof.mr. Srdja Orbanic

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