Drazan Gunjaca - ACQUERELLO BALCANICO

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. ACQUERELLO BALCANICO
- sul dramma

EDIZIONI 
- I congedi balcanici
- La roulette Balcanica
- Il crepuscolo della ragione
- Amore come pena
- A metá strada del cielo
- Quando non ci saro' piu'
- Buona notte, amici miei
- I sogni non hanno prezzo
- Tutti gli uomini sono fratelli
- Acquerello Balcanico

Prof.Mr.sc. Srdja Orbanic
Rastislav Durman
I. Grguric

 

Prof.Mr.sc. Srdja Orbanic (Pola, Croazia)

Con "Acquerello Balcanico" Drazan Gunjaca ha continuato sulla strada aperta da "La roulette Balcanica". Bisogna pero dire subito che il nuovo dramma lo si puo considerare la continuazione del primo solo in parte: sono collegati da alcuni personaggi e dal luogo dell'azione, ma tutte le altre caratteristiche sono sostanzialmente diverse.
Mentre nel primo caso si trattava di una commedia nera con una farsa tragica, in questo caso del primo dramma e rimasta solo la tragicita, quella che risulta dai conflitti etici tra l'individuo e la societa. Nel caso di Gunjaca, il conflitto dell'individuo, Petar, con la societa, iniziato e finito in modo tragico nel primo dramma, qui continua anche dopo la morte del protagonista.
Si tratta di una costruzione drammatica molto esigente: far funzionare un personaggio morto, nei panni di protagonista. Gunjaca ci prova e ci riesce grazie alla coralita dei personaggi tra i quali Mario, l'amico di Petar, puo anche fare da direttore del coro, ma niente lo fa risaltare dagli altri personaggi del dramma. Dunque, Petar rimane l'eroe principale, "in assenza" per modo di dire, e l'azione drammatica si sviluppa proprio attorno alla posizione di tutti gli altri personaggi riguardo a questa assenza.
Proprio per questo e in parte cambiata anche la composizione del testo, dato che enunciati piu lunghi hanno ceduto il posto a quelli piu brevi. Mentre stavo leggendo il dramma di Gunjaca non potevo non pensare che mi sembrava piu una lista di dialoghi di un film d'azione che quello che effettivamente era, un dramma da camera. Gunjaca possiede un'incredibile capacita di non lasciar uscire la propria espressione al di fuori dei margini di una completa denotazione dove poter realizzarsi in una deposizione documentaria. Non si sposta minimamente verso schemi connotativi semiotici, e ancorato saldamente nella realta, una delle realta epistemologicamente possibili.
Quindi, il quid tragico di Gunjaca e in effetti una questione filosofica di possibili mondi alternativi. Il mondo reale in cui si sono trovati i personaggi di "Acquerello Balcanico" per loro e problematico, non soddisfa le loro posizioni etiche. Petar ha denudato questa problematicita con la sua decisione apparentemente tragica di abbandonare simbolicamente e concretamente questo mondo che distrugge l'essenza dell'uomo, l'umanita nel senso piu largo della parola. Per questo la tragicita non nasce dal suo atto che la maestria narrativa dell'autore ci rende giustificabile e capibile, ma dall'impossibilita degli altri personaggi di dare a questo atto il valore simbolico che tutti loro percepiscono e capiscono, ma con il quale, a causa di circostanze o della propria mentalita, non riescono a convivere.
Da questo rapporto tra l'atto individuale, personale e la sua denotazione sociale Gunjaca costruisce abilmente il dramma che e di tutti noi, il dramma dell'uomo che deve affrontare la parte oscura del proprio essere e trascendere i stereotipi del pensiero e della vita. Nel suo pessimismo umanista Gunjaca ci offre un quadro del mondo inquietante, specialmente perche cosi reale, un quadro che non da la possibilita ad appigliarsi a circostanze attenuanti (di vita o qualsiasi altre). Questa pessimistica dimensione catartica dello scrivere dell'autore trova la propria congruenza nella nemesi che tutti i personaggi sono costretti a vivere.
Quando sono gli dei a giocare, gli uomini sono soltanto pedine.



Rastislav Durman
(scrittore, dramaturgo, Novi Sad, Serbia)

Leggendo "Acquerello balcanico" e inevitabile ricordarsi "Antigone" il che e un complimento per l'autore, ma non lo e senz'altro per l'umanita, anche se ridotta all'area dei Balcani. Dopo tre mila anni, il diritto di sepoltura rimane tutt'ora una questione politica. A un nemico mortale viene negato il diritto alla vita, a quello politico viene tolto anche il diritto alla morte, che si chiami Polinice o Petar, un ex capitano dell'ex armata Jugoslava. Come Creonte una volta, all'inizio degli anni novanta e in nome dei propri dei, l'ammiraglio che commanda la guarnigione ed il capo della polizia odiano anche attraverso le tombe.

L'ammiraglio ed il capo della polizia appartengono a parti avversarie in guerra, ma tutto cio non gli impedisce di allearsi contro quelli che non hanno voluto o non hanno potuto schierarsi, negando cosi la necessita di scegliere la parte. Se si permette a qualcuno di rimanere neutrale non si puo costruire un mondo in cui esistono solo "i nostri" ed "i loro". Se si accetta di appartenere a "noi" o a "loro" si accettano anche le regole di un gioco che, in modo pretenzioso, i capitani di squadra chiamano la creazione della storia. Non c'e posto per quelli che non vogliono giocare. Come non c'e nella vita cosi non c'e nella morte, e neanche nell'esistenza, perché una pietra tombale testimonia dell'esistenza di qualcuno che non c'e piu.

Morto, senza sepoltura e non schierato, Petar e riuscito a smuovere le fondamenta di quel mondo dove c'e posto solo per "noi" e per "loro", anche se solo per un momento. Tutto cio e una catarsi per i protagonisti che capiscono forse di non avere molti punti d'incontro come Serbi e Croati, ma che come esseri umani hanno tantissimo in comune, gli stessi tormenti e la stessa necessita di risolvere i loro problemi. E questo messaggio, articolato come un grido d'aiuto, e la maggiore qualita del dramma di Gunjaca.

La maggiore qualita, ma non la sola. La qualita si trova anche nel modo in cui viene costruita la storia, e nei personaggi e le loro relazioni, come anche nell'atmosfera molto adatta e solo apparentemente patetica.
Consiglio di leggere, inscenare e guardare il dramma.

 

I. Grguric
(Gradanski list, Novi Sad, Serbia, 2 Novembre, 2004)

estratto Disperazione, roulette, linguaggio da guarnigione

Trattando i temi "balcanici", il tempo in cui "neanche il destino ha piu pazienza per la gente normale", e "le nazioni delle quali nessuna ha il diritto esclusivo alla sofferenza", Drazan Gunjaca restituisce alla guerra Serbo-Croata quella dimensione che e stata l'unica ad appartenere a questa guerra dall'inizio - la dimensione dell'assurdo. Pubblicati in un volume unico intitolato simbolicamente Godot e arrivato, i drammi di Gunjaca, la Roulette balcanica e l'Acquerello balcanico, ci raccontano i disastri, il disorientamento e l'assurdita della vita, come pure l'assurdita anche piu grande della morte. L'inesistenza di risposte alle domande poste, l'impossibilita di trovare una via d'uscita che premetterebbe di preservare la dignita umana e l'inaccettabilita del nuovo ordine delle cose si impongono quali realta in cui neanche la morte risulta una buona soluzione, perche in guerra neanche i morti possono rimanere neutrali.



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